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Disturbi d'Ansia

Ansia Firenze

L'ansia costituisce una condizione di intensa sofferenza con manifestazioni psicologiche (malessere, apprensione, paura) e somatiche (costrizione toracica, tachicardia, nausea, sensazione di soffocamento, gastrite, contratture muscolari).

Esistono diversi livelli di ansia, alcuni tollerabili e funzionali rispetto agli eventi della vita, altri patologici in quanto immotivati o eccessivi rispetto alle cause determinanti.

L'ansia patologica limita fortemente le persone nel pensiero e nell'azione, fino a indurre un grado di malessere che dobbiamo ritenere insopportabile.

I principali disturbi d'ansia sono:

  • Disturbo d'Ansia Generalizzato

  • Attacchi di Panico

  • Fobie Specifiche

  • Disturbo Ossessivo-Compulsivo (DOC)

  • Disturbi Somatoformi

Curare l'ansia

Quando i pazienti si presentano a consulto con la speranza di curare i loro disturbi d'ansia mi rendo presto conto che, nella maggior parte dei casi, non hanno alcuna idea riguardo a ciò che li rende ansiosi.

È necessario, fin da questi primi contatti, esplicitare chiaramente che uno degli obiettivi della psicoterapia è quello di aiutare l'individuo a sviluppare una maggiore capacità di prendere coscienza di ciò che percepisce nei momenti critici e dei pensieri che ne scaturiscono.

 

Per questo cerco, nelle sedute, di far capire come l'ansia sia qualcosa di più di un semplice segnale che avverte la parte conscia e razionale della nostra mente della presenza di un pericolo. Il problema principale è che questo pericolo non è esterno (altrimenti la persona proverebbe paura e il pensiero girerebbe intorno a questa) ma interno e inconscio.

Inoltre, le cose si complicano ulteriormente perché l'ansia è spesso collegata a paure coscienti e plausibili che mascherano una preoccupazione più profonda e meno accettabile, e allora spiego che il primo problema che è necessario affrontare è quello di comprendere le origini totalmente inconsce di tale ansia.

 

Proseguendo nel lavoro clinico, chiarisco poi al paziente che esiste una gerarchia evolutiva dell'ansia, per cui ogni fase di sviluppo di un individuo (partendo dai primi mesi di vita) genera una paura caratteristica che può non essere superata con il procedere dello sviluppo stesso: da qui una sorta di stratificazione diacronica di tale fenomeno. In genere questi differenti livelli d'ansia persistono e possono riattivarsi con facilità in situazioni traumatiche o di forte stress.

 

Ad esempio, una forma primitiva d'ansia riguarda la possibilità di perdere l'oggetto d'amore (originariamente un genitore), che generalmente viene chiamata ansia di separazione. Successivamente, può presentarsi l'ansia di perdere l'amore di questo oggetto o la sua approvazione, trasformandosi in vero e proprio senso di colpa.

Ovviamente la sofferenza di una persona non può essere ridotta a una categoria sovradeterminata ma, anzi, ogni individuo presenterà una miscela di ansie e preoccupazioni che lo rendono unico, altri possono presentare addirittura forme d'ansia che possiamo definire adattive: preoccuparsi di ciò che accadrà in futuro può aiutare a sviluppare un pensiero creativo e una particolare inclinazione alla soluzione dei problemi.

 

Quindi, per pianificare una psicoterapia efficace è indispensabile la collaborazione del paziente nella ricerca delle origini evolutive della sua ansia. Il cercare di stabilire una narrazione coerente della sua storia di vita e delle sue memorie è un obiettivo imprescindibile ed esplicitato fin dall'inizio del mio rapporto col paziente. Così come sono precisi obiettivi l'impegno nell'esplorare le sue fantasie e nel dare significato alla sua esperienza emotiva, valorizzando il contributo attivo del paziente nella costruzione del dialogo terapeutico.

Questa dimensione di riconoscimento e di testimonianza della sofferenza psichica aiuta inizialmente ad arginare l'ansia e con il tempo ha l'effetto terapeutico di stimolare la capacità di usare efficacemente l'attività ideativa per superarla.