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Trauma Relazionale e Disturbo Post Traumatico da Stress

In psicologia si definisce “trauma” un evento di vita che lascia una traccia indelebile, in grado cioè di modificare l'equilibrio psichico preesistente.

In questo senso, il trauma va considerato un agente di distruzione della psiche, forse il più potente agente di cambiamento psichico e per questo ritengo necessario attribuirgli una posizione di rilievo all'interno del mio lavoro clinico.

La realtà del trauma è complessa e gli eventi traumatici sono diversi: possono essere episodi singoli o continuativi (trauma cumulativo), occorrere nell'infanzia, nell'adolescenza o in età adulta, accadere direttamente all'individuo o trasmettersi di generazione in generazione, riguardare eventi ambientali o interpersonali.

Oltre a considerare il Disturbo Post-Traumatico da Stress (PTSD), classicamente definito come la conseguenza immediata e diretta dell'esposizione a eventi eccezionali: incidenti, disastri naturali, violenze di cui si è stati vittima o testimoni, è possibile distinguere un'altra tipologia di trauma che alcuni autori contemporanei definiscono “Trauma Relazionale”.

 

Il Trauma Relazionale è segnatamente inscrivibile all'interno di una relazione interpersonale significativa, soprattutto in riferimento ai periodi critici dello sviluppo.

Sappiamo oggi che la comunicazione affettiva tra l'adulto e il bambino possa innescare degli stati emotivi traumatici e duraturi, capaci di impedire la naturale integrazione tra affetti, cognizioni e comportamento.

 

Ne consegue l'esigenza di considerare queste esperienze rilevanti dal punto di vista psicopatologico e quindi di integrarle all'interno del lavoro terapeutico.