Masochismo nella coppia.


Esistono relazioni sentimentali in cui la coppia è presa in una sorta di circolo, apparentemente impossibile da spezzare, in cui amore, dominio e sottomissione sono profondamente connessioni e in cui la prevaricazione che si esplica con l’azione di chi esercita il potere trova una vera e propria partecipazione attiva di chi si sottomette a tale stato di cose.

Lo scopo di questo articolo è quello di mostrare quali motivazioni psicologiche possono condurre all'umiliazione e al servilismo di un membro della coppia rispetto all'altro, seguendo il concetto di masochismo nell'intersoggettività (Bleichmar, 1997) ovvero l'idea che le persone, in determinate condizioni interpersonali, si sottomettano all'altro non per paura o ricatto, ma per una complicità che nasce e si assesta da bisogni e desideri profondi.

Per capire perché un relazione sentimentale non diventi una relazione di reciprocità, ma piuttosto si trasformi in una ”pratica di sottomissione” (Benjamin, 1985), dobbiamo pensare che in determinate situazioni la condotta masochistica serve principalmente per instaurare un determinato tipo di relazione con l'altro dotato di una forte specificità.

Come osserva Jessica Benjamin (1985) nel suo classico lavoro sul potere nelle relazioni d'amore, la sottomissione è spesso motivata da fantasie di separazione e abbandono, per cui il masochismo diviene una vera e propria strategia difensiva del Sé, fonte di un messaggio inconscio rivolto all'altro per far sì che non abbandoni, non attacchi o conservi il suo amore.

Anche nel masochismo sessuale, in cui gli aspetti dolorosi dell'eccitazione erotica si trasformano in piacere, la sottomissione può essere vissuta inconsciamente come condizione imprescindibile per stabilire un profondo senso di vicinanza e riconoscimento rispetto all'altro.

Secondo Kernberg, la fantasia inconscia di base in queste situazione potrebbe essere espressa in questo modo: “tu mi fai male, e questa sofferenza è una parte della tua risposta al mio desiderio; io accetto la sofferenza come parte del tuo amore. Questo cementa la nostra vicinanza e io divento come te godendo del dolore che mi infliggi” (Kernberg, 1995 p.146).

Considerando le complesse dinamiche di sottomissione nella coppia, cercherò di semplificare il più possibile e distinguerò quattro tipi di masochismo relazionale, riprendendo il modello clinico proposto da Bleichmar (1997). Vediamoli in dettaglio.

Masochismo di fronte alla persecuzione del partner.

In questo tipo di masochismo, la motivazione che spinge il soggetto a sottomettersi è il senso di persecuzione che l'altro riesce a trasmettergli.

Il masochista adotta inconsciamente una strategia che mira a suscitare compassione, arriva a sminuirsi, a criticarsi, a non difendere i propri diritti e a mostrarsi incapace di rivaleggiare con il partner.

Ogni condotta masochistica ha il fine di accontentare l'altro, perché la sofferenza che il soggetto si autoinfligge è pur sempre minore rispetto a quella provocata dall'angoscia persecutoria.

Questa situazione è piuttosto ricorrente nei legami in cui il partner che esercita il dominio ha un disturbo narcisistico di personalità con tratti sadici o nelle condizioni in cui il soggetto che si sottomette presenta una depressione orientata alla dipendenza.

Masochismo per ottenere l'amore del partner.

In questo caso il masochismo del soggetto mira ad ottenere la presenza del partner attraverso il continuo adattarsi ai suoi desideri, anche al prezzo di infliggersi continue sofferenze.

Rientra in questo caso la condizione clinica che Kernberg (1995) definisce personalità depressivo-masochistica, in cui l'amore non ricambiato caratterizza patologicamente ogni relazione significativa del soggetto.

Secondo Kernberg, questi individui si sono innamorati durante la prima adolescenza di una persona idealizzata, irraggiungibile e fortemente deludente, una sorta di “amore impossibile” tanto da divenire un'esperienza strutturante in grado di influenzare la futura vita amorosa.

Queste persone “non riescono a superare gradualmente l'idealizzazione dell'amore irraggiungibile in successive relazioni che diventano più realisticamente selettive, com'è caratteristico dello sviluppo normale. Una sorta di fissazione al trauma le porta a ripetere all'infinito la stessa esperienza” (Kernberg, 1995 p.154).

Masochismo per mantenere l'idealizzazione del partner.

Alcune persone hanno un profondo bisogno di idealizzare il proprio partner, hanno la necessità di vedere nell'altro una sorta di “figura divina” dalla quale dipendere, ricevendone sicurezza e protezione.

Al fine di salvaguardare l'immagine idealizzata del partner, alcuni masochisti arrivano a umiliarsi e a reprimere l'aggressività che altrimenti sarebbe giustificata dalla condotta subita.

Secondo Stolorow (1975), alcune persone ricercano un rapporto di fusione con un partner grandioso al fine di puntellare la propria fragile autostima o per riparare la rappresentazione del Sé danneggiata. Per riuscire in questa sorta di autoterapia il soggetto deve denigrarsi e sottoporsi a ogni genere di umiliazione, dopo di ciò potrà godere di qualche briciola di grandiosità.

Masochismo come forma mascherata di sadismo.

In questo tipo di masochismo la sofferenza che il soggetto si autoinfligge ha lo scopo di suscitare nel partner senso di colpa, in questo modo il dolore maschera un profondo desiderio di vendetta e permette di attaccare il partner in modo indiretto.

Come spiega Bleichmar “ci sono coppie caratterizzate proprio da questo tipo di vincolo: uno dei due si priva di qualsiasi possibilità di piacere per mostrare che l'altro, o l'altra, gli ha irreparabilmente rovinato l'esistenza” (Bleichmar, 1997 p.99).

Può succedere quindi che la persona masochista si chiuda nella propria sofferenza (in genere in seguito a un torto subito dal partner come un temporaneo abbandono, un tradimento ecc.) e neghi all'altro ogni possibile offerta di aiuto o riparazione, attuando così la sua punizione.

Nella mia esperienza clinica, quando una persona lamenta una lunga storia di soprusi e sottomissioni nelle relazioni d'amore, occorre per prima cosa capire quale tipo di motivazione masochistica, o intreccio di più tipi, gli permetta di entrare in relazione con l'altro.

Capire, ad esempio, se la condotta sia una difesa da angosce persecutorie o piuttosto una sottile forma di controllo sul partner, influenzerà il focus della psicoterapia rendendola efficace.

Bibliografia

Benjamin, J. (1985). Legami d'amore. Raffaello Cortina Editore, Milano (2015).

Bleichmar, H. (1997). Psicoterapia Psicoanalitica. Astrolabio, Roma (2008).

Kernberg, O.F. (1995). Relazioni d'amore. Raffaello Cortina Editore, Milano (1995).

Stolorow, R.D. (1975). The narcisistic funtion of masochism, in: International Journal of Psychoanalysis, 56, pp. 441-448.

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